Copiascolla,
     spremuta di parole a caso


 

Quella sua maglietta fina made in China

L'oblò della lavatrice, gira che ti rigira, arrotola quello che pensi mentre lo guardi e poi centrifuga certi ragionamenti che fanno acqua da tutte le parti. Le magliette 98% algodón 2% elastan le lavi millemila volte e restano più o meno della stessa forma. Il colore sbiadisce un po' ma è normale. Le persone invece se le strapazzi si slisano e va a finire che te le metti per stare in casa e ci dormi dentro finché un bel giorno le strappi e ci fai stracci. La mia preferita è quella di Italia 90. L'ho pescata nel fustino del Bio Presto e le ha viste tutte. Ogni tanto la uso per pulire i vetri poi la lavo e me la metto di nuovo. Una volta è finita in lavatrice con due calzette rosse e ne è uscita rosa. Ma che disperazione nasce da una distrazione niente paura basta rilavarla a freddo col bicarbonato e il limone vedrai che torna bianca come non lo è stata mai impataccata com'è di fango benzina sugo peli di cane e gatto. Ho anche un'altra maglietta più recente luminosa e più fragrante ideale per starsene in giro scalzi a parlar di vecchie streghe nelle chiare sere d'estate se non fosse per quella maledetta etichetta che becca e rovina tutto. Ho provato a tagliarla ma punge lo stesso. Fottiti maglietta nuova, rivoglio quella vecchia. Il mio cervello funziona così, purtroppo.

spremuto da copiascolla, 17:21 | link | commenti (8)
canzoncine



Fatti più in la

Mentre scrivo l'Ectoplasma suona nudo un pianoforte senza coda si alza e mi spinge a terra ogni cosa in questa casa è preludio di amplessi mentre bolle l'acqua prima di fare la doccia durante e dopo averla fatta in vasca alla finestra appoggiati alla porta d'ingresso a letto sinfonie di fusa e risa gola aperta nel bel mezzo di una notte bianca tiriamo un'alba stanca avvinghiati per i capelli dannata sveglia la tua che strilla driiiii driiii voglio la mia che frulla forte frr frr flebile scivolo fuori piano per non far rumore ti risveglio col buio e mi addormenti col sole vado a comprare il sacchetto del pane ritorno tra undici ore e mi graffia forte con la mano lesta e mi si avvoltola tra le viscere come una biscia che striscia diafana androgina anemica mentre strimpella e canticchia una litania storpia in chiave di fa. Dammi il la.

spremuto da copiascolla, 22:34 | link | commenti (4)
sbudellamenti



Dopo alcuni giorni di quiescenza assoluta, L'Essere Umano di Riferimento si materializza al cospetto di Copiascolla travestito da Lemure, un animale immaginario residente nell’isola di Mu della quale si trova una dettagliata cartografia quaggiù. Per una maggiore comprensione di questo dialogo surreale, prendere rapidamente visione delle legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma


Dodicesimo episodio dal titolo: Il capriolo fa le capriole


loopable


Cs – Era ora. Dove sei stato fino adesso? Non dirmelo, lasciami indovinare: a Mu.
E – …
Cs – Com’era, stavolta?
E – Estinta, come sempre.
Cs – Quando mi ci porti?
E – Mai.
Cs – Ti prego!
E – Ne abbiamo già parlato.
Cs – Riparliamone.
E – Enne-o.
Cs – Ci sarà pure un modo per arginare il problema!
E – Quale problema?
Cs – Il fatto che io esisto e tu no.
E – Errato: io esisto nella mia realtà e tu esisti nella tua.
Cs – Allora perché tu puoi venire a Milano e io non posso venire a Mu?
E – Perché io sono fatto di una materia più fluida e sottile. E perché il tuo capo non ti paga le ferie.
Cs – …
E – …
Cs – Allora portami un Lemure così ci gioco mentre tu sei via.
E – E’ troppo pericoloso.
Cs – Invece è mansueto, docile e molto domestico. Mi sono documentata.
E – E’ pericoloso, ti dico.
Cs – Invece è mansueto!
E – E’ pericoloso portarlo qui da te.
Cs – Perché?
E – Perché il Lemure è abituato a vivere in un habitat inventato. La realtà lo ucciderebbe. Qui non sopravviverebbe mezza giornata, fidati. Perché non ti prendi un procione normale? E' una specie di Lemure anche il procione. Li vendono sai, i procioni? Te ne compro uno?
Cs – NON VOGLIO UN PROCIONE! Voglio un Lemure vero, cioè inventato. Capito? Dai, portamene uno. Uno solo, ti prego!
E – No. Niente viaggi su isole estinte, niente animali inventati. Smettila di frignare e raccontami cosa hai fatto mentre ero via.
Cs – Lo sai.
E – Infatti lo so, ma voglio che me lo dica tu.
Cs – Invece non ti dico un bel niente. Dov’eri mentre facevo l’incubo, eh? E martedì scorso quando ho detto ben tre bugie, dov’eri? E giovedì? Dov’eri giovedì mattina quando pioveva e ho lasciato a casa l’ombrello?
E – Ero a Mu.
Cs – Appunto! Perché non sei tornato? Di solito torni. Io ho bisogno e tu torni. Funziona così, no? E’ sempre stato così. Incubo: torni. Ginocchio sbucciato: torni e bacio. Crisi esistenziale: torni e parliamo.
E – …
Cs – Tu non puoi piantarmi in asso così. Io devo poter contare su di te in ogni momento. Devo, capisci? Tu devi esserci. Sei il mio Essere Umano di Riferimento, perciò essici, siici o come si dice. Insomma, devi esserci in modo che io possa riferirmi a te.
E – A volte potrei non esserci.
Cs – COSAAAA?
E – Non alzare la voce. Certo che potrei non esserci. Mi sembra ovvio. Ho anch’io le mie cose da fare: devo accudire i miei Basilischi, potare le mie Mandragore…
Cs – E io?
E – Tu cosa?
Cs – Come faccio se ho bisogno e non vieni?
E – Fai senza.
Cs – …
E – Ti arrangi, come tutti.
Cs – …
E – …
Cs – …
E – …
Cs – Non mi vuoi più bene.
E – Invece sì.
Cs – Invece no.
E – Devi imparare a sbrigartela da sola. Sarà faticoso, ma imparerai. Come hai notato, vengo da te sempre più raramente. Finché un bel giorno non verrò più. Quel giorno ti accorgerai di non avere più bisogno di me e sarà un giorno stupendo e terribile. Sarà il giorno in cui saprai badare a te stessa.
Cs – Perché terribile?
E – Perché da quel giorno potrai pensare di badare a qualcun altro.
Cs – Chi? Quando?
E – Biologicamente sei programmata per dar fuori di matto tra 5 anni. Però, conoscendoti, potrebbe succedere anche prima, oppure mai. Dipende da molti fattori variabili.
Cs – Ti odio!
E – Sei una ragazzina senza cervello.
Cs – Esatto. Perciò devi restare e pensare al mio posto finché non saprò badare a me stessa, l'hai detto tu un attimo fa. Non ha senso che te ne vada proprio adesso che sono nel culmine del mio sviluppo psico-emotivo. In questo momento critico, il tuo incoraggiamento è decisivo: la tua visione lucida e la tua grande esperienza, unite all’inestimabile valore del tuo supporto affettivo, non potranno certo danneggiarmi. E’ risaputo che le persone crescono più equilibrate se acquisiscono il senso della realtà. Alla mia età non posso continuare a inventarmi le parole che non esistono e fare le cose a vanvera.
E – Mi hai quasi convinto. Quanti anni hai, ormai?
Cs – Quindiciassei in punto.

spremuto da copiascolla, 15:46 | link | commenti (5)
astrusità, ectoplasmi



Menu del giorno



Criceto con broccoli




Coniglio al prezzemolo

spremuto da copiascolla, 12:36 | link | commenti (5)



Pentagrammi

MOTCO RUBRA
RAMBO TURCO
CORTO BURMA
TARCO UMBRO
BORAT MORCU

ROBOT CRAMU
TRUMO COBRA
CURA TROMBO
MORBO TURCA
BRUCA MORTO

[Dieci variazioni su Marco Bruto in chiave di boh. D'accordo col re maggiore dell'enigmatica, lo spartito su Lessico e Nuvole di pochi giorni fa.]

spremuto da copiascolla, 11:23 | link | commenti (3)



iphone

Grazie Diego
Copiascolla, 2008
44 Kb, 300x319 px, 72 dpi
Tecnica mista: iPhone nano su pixel

[In quest'opera l'autore desidera un nanerottolo rosa che non sa fare le foto e nemmeno le telefonate però se lo tocchi delicatamente canta a squarciagola e una volta acceso non si riesce più a spegnerlo e viene esaudito.]

spremuto da copiascolla, 15:58 | link | commenti (5)
quadretti, amicìcci



ooch

OOCH ha l'anima in acciaio, il corpo in morbido poliuretano espanso e l'epidermide in pelle o tessuto. Al suo interno accoglie 4 morbidi cuscini, che possono essere disposti a piacere per creare il proprio giaciglio ideale: impilati uno sull'altro per una seduta composta, uno dietro la schiena per distendersi e leggere un libro, sparpagliati a terra per sdraiarsi.

OOCH è dotata di un leggerissimo rivestimento tecnico, custodito alla base della poltrona. Questo speciale marsupio permette di imbustare i cuscini e tenerli ordinatamente in fila al suo interno. Così disposti, i cuscini diventano un materassino su cui scasciarsi comodamente e dormire, protetti dalla sua corolla imbottita.

OOCH è uscita dalla testa di Sam.

Salone Internazionale del Mobile
16-21 aprile
Padiglione 8
Stand A31-A35

spremuto da copiascolla, 11:25 | link | commenti (1)
segnaletica, amicìcci



L'Ectoplasma è la persona più etero che conosca, tuttavia forse è gay. Ecco la legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma

Undicesimo episodio dal titolo: "Il cobra non è un serpente"


Scena uno. Al bar.

Cs - Tu come lo prendi?
E - Di solito bello lungo.
Cs - Il caffè, intendo.
E - Ah. Macchiato, grazie.


Scena due. Nel parcheggio dell'Esselunga. Copiascolla ha intenzione di mettere i sacchetti della spesa nel bagagliaio.

Cs - Aprimi dietro.
E - Volentieri.


Scena tre. Dal fruttivendolo.

E - Mi dia del finocchio.
F - Non mi permetterei mai.
Cs - ...

Fine.

spremuto da copiascolla, 12:57 | link | commenti (5)
dialoghi, ectoplasmi



Un bilocale a Hollywood

casette

Sali sulla tua nuova Pontiac Solstice mandarancio metallizzato decappottabile, ingrana la retro e percorri il vialetto al contrario. Fai tutta Morgan Hill Dr a 30 miglia orarie, continua su Taft Ave fino all'incrocio con la Franklin. Gira a sinistra e mettiti sulla penultima corsia a destra. Percorri Franklin Ave con l'autoradio a manetta e canta a squarciagola quella canzoncina dei Malibu Stacy che ti piace tanto.

Passa sotto il cavalcavia della 101 e continua fino all'incrocio con Highland Ave. Aspetta il verde e chiedi da accendere al tizio tatuato dall'aria feroce che ti si è appena affiancato con una Cadillac Escalade zebrata. Sorridigli. Rilancia l'accendino al tizio, gridagli Coooool tattoooo! e riparti. Scendi per Highland Ave, taglia Hollywood Blvd, tieniti sulla corsia di destra e ricorda che right lane must turn right. Non come l'ultima volta, che hai inchiodato e per poco non ti saltava addosso un Hammer.

All'incrocio con Sunset Blvd accorgiti che devi girare a sinistra e rischia un tamponamento di proporzioni bibliche. Mentre un branco losangelini inferociti strombazzano all'indirizzo della tua vettura, procedi come se niente fosse e guadagna la corsia di estrema sinistra. Ora, svicola tutto a mancina su Sunset e fermati da Wendy's a fare merendina con un Baconator™: morbido, saporito e sfondato di trigliceridi. Chissà perché da Wendy's non c'è un dannato drive in come in tutti i fast food del pianeta.

Risali in macchina, continua su Sunset, poi giù per Fairfax, poi a sinistra su Santa Monica Blvd, poi giù per la Cienega, svolta a sinistra su Melrose, giù per la Robertson, a sinistra su Beverly e continua dritto finché incroci di nuovo Santa Monica Blvd. Di nuovo Santa Monica Blvd? Non farti domande. Hai un attimo di smarrimento. Ti viene improvvisamente voglia di un Raspberry Frappuccino. C'è uno Starbucks proprio dietro l'angolo, su Beverly Drive. Ovunque tu sia in California, c'è sempre uno Starbucks dietro qualunque angolo. Molto rassicurante.

Arrivi al 202 di N Beverly Drive e al posto di Starbucks c'è una laundry. Ti viene il dubbio che Starbucks fosse al 202 di S N Beverly Drive, cioè dalla parte opposta. Questa mania di dividere le strade in due: nord e sud, est e ovest, chi ci capisce niente. Niente Starbucks, ti è venuta voglia di un frullato. C'è un Jamba Juice su Rodeo Drive. Riparti, sempre dritto giù per Beverly Drive, attraversa l'incrocio con Wilshire e sali su per Rodeo.

Parcheggia davanti alla vetrina di Gucci. Metti le 4 frecce come si fa a Milano, entra, ordina un Mango Mantra™ con aggiunta di vitamina D che fa bene alla pelle, l'hai letto su OK! della settimana scorsa mentre ti facevi fare le unghie color turchese da una signora cinese. Esci da Jamba Juice completely satisfied, come ci tengono a farti sentire qui. Anche perché se no addìo mancia.

La Pontiac è ancora lì con le quattro frecce e due cops per parte. Sul giubbotto c'è scritto LAPD. C'è anche una Ford Crown Victoria nera e bianca e una stella sulla portiera con scritto Sherif. Non sono lì per te, a quanto pare. Portano via una homeless che sognava un bilocale a Hollywood invece abita dentro un carrello del Seven Eleven all'angolo tra Olympic Blvd e Century Park.


[Racconto ispirato alla raccolta "Un bilocale a Hollywood" realizzata dall'amico Smeerch. Lassù: casette fotografate da me stessa medesima 253 giorni fa sulle colline di Hollywood.]

spremuto da copiascolla, 17:32 | link | commenti (3)
amicìcci, californication



Copiascolla e l'Essere Umano di Riferimento organizzano plebiscito tra sé e sé. Ecco la solita legenda: Cs = Copiascolla, E = Essere Umano di Riferimento aka Ectoplasma

Decimo episodio dal titolo: "Il maggiore esponente della coalizione a noi avversa"

Scena unica.

Cs - Tu chi voti?
E - Topo Gigio.

Fine.

spremuto da copiascolla, 14:57 | link | commenti
ectoplasmi



Tenere lontano dalla portata dei bambini

In questi giorni il Topo è particolarmente irrequieto. Forse perché è reduce da 6 giorni di shooting su 6 set diversi in 6 location diverse con 6 modelle diverse, 6 fotografi diversi e 6 troupe diverse. Il cambiamento repentino gli fa venire l'acidità. Oppure sta ovulando. Credo la seconda.

Ecco la solita legenda: Cs = Copiascolla, CdCs = Capo di Copiascolla aka Topo


Cs - Topo sei pallido, ti senti bene?
CdCs - Ho mal di stomaco.
Cs - Ti faccio una tisana?
CdCs - Oh, sì, magari. Grazie.
Cs - Oh, Topo, figurati.
CdCs - Sei proprio un tesoro.
Cs - Per il mio adorato capo, questo e altro.
CdCs - Allora succhiamelo.
Cs - Cretino.
CdCs - ...


Copiascolla si appropinqua allo sgabuzzo delle provviste, situato nell'antibagno prospicente l'ufficio.


Cs - Dove hai messo le bustine?
CdCs - Di cosa?
Cs - Di tisana!
CdCs - Nel cestino.
Cs - Nel cestino?
CdCs - Nel cestino di vimini sopra il microonde.
Cs - Trovate.
CdCs - ...
Cs - Qual è la tua tazza?
CdCs - Non ho una tazza.
Cs - Allora quale tazza uso?
CdCs - Boh, una qualunque.
Cs - Va bene la tazza del cesso?
CdCs - ...


Copiascolla torna con in mano una tazza fumante e un sorriso a tutta faccia.


Cs - Ecco la tua tisana!
CdCs - E' uno dei tuoi soliti scherzi idioti?
Cs - No. Perché?
CdCs - E' blu!
Cs - E' di Melissa.
CdCs - Melissa chi?
Cs - Melissa l'erba.
CdCs - La velina di Striscia?
Cs - Lascia perdere.
CdCs - ...
Cs - La Melissa è blu di suo. E' il suo pigmento naturale.
CdCs - Non ci credo.
Cs - Dai bevila.
CdCs - Se ci hai messo dentro l'inchiostro...
Cs - Ma ti pare che farei una cosa del genere?
CdCs - Sì.


Il Topo beve un piccolo sorso con diffidenza. Poi un altro sorso e infine si scola tutta la tazza.


CdCs - Buonissima.
Cs - Cosa ti avevo detto!
CdCs - Questa Melissa è un portento, mi sento già meglio.
Cs - Te ne faccio un'altra?
CdCs - Quasi quasi...
Cs - Agli ordini capo. Ogni tuo desiderio è un ordine.
CdCs - Fammi vedere le tette.
Cs - Scordatelo!


Fine.

Morale della favola: il toner della stampante laser, a differenza di quanto riportato sull'etichetta della confezione, assunto in modeste quantità non reca alcun danno salute.

spremuto da copiascolla, 17:52 | link | commenti (7)
dialoghi, scrivania



Le città invivibili

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Italo, nelle sue Lezioni Americane, scriveva che la fantasia è un luogo dove ci piove dentro. Milano, invece, è un posto dove ci piove sempre. Metafora di altre precipitazioni sparse, l'acido pressapochismo italiota mi corrode la lingua. Qualcuno insinua che Ginevra è in Svizzera. E chissene. Su 02blog.

Italo mi frusterebbe. Esattezza, prima di tutto. Leggerezza, visibilità, molteplicità. Pubblicità. Quella di sinistra è una campagna del WWF di 1 anno fa. Quella di destra è mia, l'ho fatta 3 anni prima, con il mio fido art. Le idee sono di chi le ha. L'imitazione è un esercizio di mediocrità. Interamente qua.

spremuto da copiascolla, 16:52 | link | commenti (5)
02blog



venere

Tabacco & Venere
Copiascolla, 2008
240 Kb, 500x316 px, 72 dpi
Tecnica mista: viziaccio su pixel

[In quest'opera l'autore fa un pari col Baccocacola. Trova 4 differenze con l'originale. Qui più grande.]

spremuto da copiascolla, 16:31 | link | commenti (4)
quadretti



Coccodrillo d'Aprile

E' morto l'ultimo copywriter. Pioniere del titolo lungo quando si osavano headline di quattro o cinque parole al massimo, i suoi pay-off hanno folgorato un'epoca. Pubblicitario fradicio, un purista della figura retorica, poteva ucciderti con una sineddoche e salvare un'azienda a colpi di metonimia. Sopravvissuto della réclame, ha tenuto viva l'arte sottile della parola mentre la pubblicità diventava sempre più scatto e sempre meno testo, sempre più prodotto e sempre meno senso, il logo sempre più grande e i corpi sempre più piccoli e questo va in stampa ieri e i fondini desaturati e i titoli in corpo sette e alla fine decide il cliente. Dieci piani di morbidezza non hanno attutito il colpo. Alla fine l'ha stroncato il cancro. Non ho neanche fatto in tempo a conoscerlo. Il coccodrillo su 02blog.it

spremuto da copiascolla, 14:08 | link | commenti (3)
02blog



Manicheismi

Fiat e Corriere lanciano un'Idea per trovare parcheggio gratis a una minoranza discriminata: le mamme. Su Sorelle d'Italia

Om mani padme hum. Un mantra tibetano per riconciliare l'umanità con i suoi demoni. Su Macchianera

[Sorelle d'Italia è un blog femminista di sinistra. Macchianera è un blog maschilista di sinistra. Non importa a quale genere appartieni, l'importante è che non sei di destra.]

spremuto da copiascolla, 17:33 | link | commenti (3)
segnaletica, macchianera, sorelleditalia



Pajarraca come nuova, 10 euro trattabili

pajarraca

La repellente Pajarraca ha la testa di uomo installata su un corpo di uccello. Un esemplare rarissimo, se pensiamo viceversa a quante persone ci sono in giro col corpo di uomo e la testa di uccello. Laddove per uccello intendesi quel coso laggiù, il cervello pendulo insomma.

La Pajarraca solo a vederla mi si rivoltano le budella. E' un animale inventato, come la mancuspia, però Dolores so perfettamente da dov'è uscita - cioè dal Bestiario di Cortazar, che tengo sul comodino - mentre la Pajarraca non ricordo di averla letta da nessuna parte.

Si è materializzata sul tavolo della cucina qualche giorno fa e non vuole più andarsene. Mi tocca cenare con i suoi occhioni puntati addosso, mi mette una soggezione tale che mi passa la fame. Ho dovuto fare un buco al centro della tovaglia perché proprio non si smuove di un pelimetro e ieri sera inavvertitamente stavo per sparecchiarla.

E poi cinguetta tutto il giorno come un fringuello agonizzante. Più che un fringuello, sembra una cornacchia. Fa così: fìuuuu-fiuu-fiu-fiu-fiu-fiùùùùùù, fìuuuu-fiuu-fiu-fiu-fiu-fiùùùùùù, fìuuuu-fiuu-fiu-fiu-fiu-fiùùùùù-ùùù-ùùù. E' un motivetto ripetitivo, fastidiosissimo ma estremamente orecchiabile, al punto che ho iniziato a fischiettarlo anch'io e non riesco più a togliermelo dalla testa.

Insomma questa Pajarraca, essendo un volatile, dovrebbe volatilizzarsi così come si è materializzata. Torno a casa ogni sera sperando che se ne sia andata, invece è sempre lì schiantata sul tavolo che fischietta. Se qualcuno volesse per pietà portarsela via e tenersela per sempre, gliela cedo al prezzo incredibile di 10 euro. Compreso nel prezzo un tavolo da cucina incorporato.

spremuto da copiascolla, 17:48 | link | commenti (9)
bestiario, mancuspia, astrusità



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Non toccarla
Copiascolla, 2008
226 Kb, 331x421 px, 72 dpi
Tecnica mista: ritocco su pixel

[In quest'opera l'autore ci mette la pancia.]

spremuto da copiascolla, 14:37 | link | commenti (2)
segnaletica, quadretti







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